lunedì 14 novembre 2016

5 motivi per leggere Ombre sulla Pelle!

Quest'anno la casa editrice Centauria Libri ha dato avvio a una nuova collana, Talent, di cui fanno parte sei romanzi selezionati dalla piattaforma di EFP. Sono sei libri completamente diversi tra loro, che abbracciano i generi più disparati. Come molti di voi sanno, io sono una delle autrici che farà parte di questo progetto: il thriller scritto da me e da Sofia Guevara, Contaminati, vedrà le librerie giovedì.
Aspettando quindi il nostro momento, ho deciso di dedicare ogni lunedì a raccontarvi qualcosa degli altri cinque romanzi. Darò quindi i CINQUE MOTIVI PER LEGGERE per ognuno di loro, andando in ordine di uscita!

Francia, 1665, Corte del Re Sole, due donne. Questi sono gli elementi che costruiscono la base di Ombre sulla Pelle di Leila Awad, quinto Talent di Centauria Libri. Un romanzo storico, che intreccia la vita di due giovani donne e delle loro relazioni con quella della più raggiante corte francese e con un intrigo politico che ti lascia il fiato in sospeso. Il tutto mentre vediamo il progetto di Luigi XIV, Re Sole, diventare realtà: la costruzione di una reggia magniloquente: la spettacolare Versailles. (Qui la trama del libro, con scheda e altre informazioni.)
Re Sole, Maria Teresa, Enrichetta, Filippo d'Orléans... solo alcuni dei personaggi storici che fanno capolino in questo romanzo, regalando uno spaccato di vita alla corte francese descritto con minuzia e atmosfera, trasportando il lettore all'interno di quei legami in un gioco di luci e ombre che costruiscono un romanzo e dei personaggi che rimangono a scaldarti il cuore.
Non siete ancora convinti? Vediamo insieme perché Ombre sulla Pelle è uno di quei romanzi che non può mancare nella vostra libreria.

Cinque motivi per leggere Ombre sulla Pelle
 
Sofia Guevara si è superata: non pensate anche voi che quel font sia bellissimo e perfetto?
1. Per la luminosità di Martine e Lucrezia.
Protagoniste di Ombre sulla Pelle sono due ragazze, che non potrebbero essere più diverse tra loro. Abbiamo Martine, indipendente e ribelle, desiderosa di viaggiare e di vivere avventure che non possono essere vissute rimanendo al servigio di qualche dama, contraria alla Monarchia e insoddisfatta di una vita piatta; Lucrezia, d'altro canto, è una donna che si culla negli agi della vita di corte, ossessionata dalla sua bellezza, rigida, ferma, che tenta di non far trasparire troppo le sue emozioni attraverso le pagine, e segretamente innamorata di qualcuno che molto difficilmente potrà avere. E le va bene così.
Due protagoniste che non potrebbero essere più diverse e che non potrebbero essere più unite, inconsapevolmente. Il romanzo diventa un'ellisse, dove loro fanno i due fuochi che illuminano continuamente la scena, portandoti a conoscere meglio il punto di vista di una donna francese nel Seicento, vedendo le loro possibilità e le loro difficoltà e regalandoti, alla fine, l'orgoglio di essere riuscite laddove altri non avevano nemmeno tentato. Crescono tra le pagine e, più si intrecciano i loro destini, più diventano inseparabili. Sono le protagoniste perfette in un romanzo così pulito.

2. Per l'accuratezza dell'atmosfera storica.
Più volte durante il romanzo mi sono chiesta dove terminasse il riferimento storico vero e proprio e dove iniziasse l'ispirazione e la fantasia dell'autrice. Se un romanzo storico riesce a farti venire questi dubbi, secondo me, significa che è riuscito nel suo intento: cala completamente in quella vicenda e te la fa credere reale in tutti i suoi punti, quasi a chiedersi: ma questo dialogo è avvenuto realmente? Questa vicenda c'è stata, l'autrice l'ha letta da qualche parte? A cominciare dagli ambienti esterni descritti con naturalezza ma, a tratti, anche con poesia, per concludere con quei personaggi dotati di una personalità così forte da non poter essere soltanto fantasia, il romanzo crea un'atmosfera storica equilibrata, dosata, compatta. I personaggi si incastrano alla perfezione e così anche i luoghi che si vengono a incontrare e gli eventi che si susseguono uno dopo l'altro. Regalando una veridicità storica impareggiabile e appagante.

3. Perché ogni personaggio ha un'ombra...
Leggendo il libro si può avere l'impressione che il titolo faccia riferimento proprio a un'ombra visibile sulla pelle, una macchia... ma non è così. Non si tratta solo di un segno sulla pelle, tutto il romanzo e i legami tra i personaggi sono imperversati da ombre continue. C'è Filippo, che vive nella costante ombra del fratello Re di Francia, e c'è Maria Teresa che non può nemmeno competere con la bellezza di Enrichetta o di Lucrezia; c'è Martine che scopre un'ombra ben più grande della sua temuta Monarchia, e c'è Ivry che vive nell'ombra del ricordo del suo grande amore; c'è Alexandre che vive nell'ombra di essere solo un moschettiere - cosa che potrebbe compromettere il suo amore - e c'è Marc che è quasi oscurato dalla sua stessa Martine.
Ognuno di noi possiede un'ombra con cui fare i conti nella propria vita. Una gelosia, qualcosa che ci oscura e non ci fa apparire al primo posto. Magari nemmeno ci accorgiamo di averla, la subiamo solamente. L'incredibile capacità di Leila di saperle raccontare - a volte esplicitamente, altre volte facendocele solo intravedere tra riflessioni o dialoghi o gesti - ti fa sentire molto vicino a questi personaggi, ricreando una psicologia puntuale e adeguando ogni gesto e ogni considerazione in questo gioco di ombre, reso magistralmente.

4. ... e per ogni ombra c'è un Sole.
Ma esisterebbero le ombre senza un sole? No.
Per questo, mentre attraversiamo le pagine del romanzo e ci imbattiamo in queste continue ombre, non si possono fare a meno di notare invece quelle pagine così luminose da spezzare il fiato. Sono quelle in cui Luigi XIV ama Enrichetta, quelle in cui Enrichetta, pur amando Luigi, rimane accanto a suo marito Filippo. Sono quelle in cui Filippo riconosce di non poter stare senza Luigi, e Luigi senza Filippo. Sono quelle in cui l'amore di Lucrezia alla fine trionfa, quelle in cui ad Alexandre sono concessi dei rapidi baci o sospiri. Sono quelle in cui Martine incontra Badouin, e in cui Marc alla fine diventa un moschettino al servizio del Re. Sono quelle in cui Danielle dà fiducia a Martine, e Luigi XIV parla di Mazzarino. Ovviamente a fare da scena più luminosa, tra tutti, sono i momenti in cui spicca la magnificenza di Re Sole, un personaggio carismatico e dai grandi sogni, pieno di aspettative per il futuro della Francia, che vede raggiante e destinato a illuminare l'intera Europa. Non si può non rimanere abbagliati di fronte a queste personalità spiccanti e a queste relazioni così forti, nonostante tutto, che ti lasciano in qualche modo tramortito.
E alla fine capisci che sì, non ci sono ombre senza sole, ma non c'è nemmeno Sole senza ombre. 

5. Perché i fagiani si ubriacano!
E vabbè, ci ho pensato a quale potesse essere il quinto motivo, e non potevo non pensare alle sbronze. Tra quelle dei moschettini - che sono esilaranti - che attraversano alcune vicende del romanzo, mi è rimasto impresso il nome di un locale: Il fagiano ubriaco. Se i fagiani si possono ubriacare, in questo libro, non vedo veramente motivo per cui non dobbiate correre a comprarlo. Ora. Siete ancora qui?

Ombre sulla Pelle mi ha davvero conquistata. Mi dispiace, avrei potuto continuare volentieri a parlare di Filip del libro, perché anche qui i motivi per leggerlo potrebbero andare ben oltre cinque. Si tratta, davvero, di un romanzo scritto in maniera eccellente e che coinvolge in ogni pagina, facendoti provare la voglia di andare in Francia immediatamente. Anzi, ora vado a controllare gli aerei...

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lunedì 7 novembre 2016

5 motivi per leggere Clover!

Quest'anno la casa editrice Centauria Libri ha dato avvio a una nuova collana, Talent, di cui fanno parte sei romanzi selezionati dalla piattaforma di EFP. Sono sei libri completamente diversi tra loro, che abbracciano i generi più disparati. Come molti di voi sanno, io sono una delle autrici che farà parte di questo progetto: il thriller scritto da me e da Sofia Guevara, Contaminati, vedrà le librerie il mese prossimo.
Aspettando quindi il nostro momento, ho deciso di dedicare ogni lunedì a raccontarvi qualcosa degli altri cinque romanzi. Darò quindi i CINQUE MOTIVI PER LEGGERE per ognuno di loro, andando in ordine di uscita!

A Talent non poteva mancare un romanzo come Clover di Francesca Bufera: primo di una serie urban-fantasy, questo quarto titolo della collana è il più originale e sorprendente. Ci catapulta all'interno di una normale cittadina della California, per conoscere Christian, un ragazzo dolce e ingenuo, che si deve destreggiare con un potere per lui molto scomodo: ha la possibilità di vedere gli eventi catastrofici prima che questi accadano. E nell'assurdo tentativo di evitarli sarà accompagnato da tre ragazzi, innamorati a loro modo di lui, e tra cui è impossibile scegliere. (Qui la scheda del libro, con trama e dettagli.)
In un crescendo di tensione e tra personaggi completamente diversi tra loro, Francesca dà avvio a una storia imprevedibile e appassionante, ricca di atmosfera e di sorrisi, con l'insegnamento più grande: quello di accettarsi esattamente per ciò che si è.
Non siete ancora convinti di volerlo leggere? Fate male, MALISSIMO. Ma vediamo insieme cinque punti per cui Clover è una di quelle letture che si porta nel cuore per tutta la vita.


Cinque motivi per leggere Clover

Come sempre, Sofia Guevara è una bannerista (?) dolce e coccolosa.


1. Per l'animo puro e buono di Christian.
Christian è il protagonista di Clover ed è tutto l'opposto di come dovrebbe essere il main character di un fantasy: rifiuta fino a quando gli risulta possibile il suo potere. La sua ingenuita è simpatica e dolce, all'interno del libro, spesso si vorrebbe prenderlo a schiaffi per farlo reagire di più, per fargli prendere in mano la situazione una volta per tutte, ma non si può non amare proprio perché non lo fa. Christian è puro e buono, Christian è quel tipo di persona che è disposta a passare per pazzo pur di salvare qualcuno, a salire sopra un palco che sta prendendo fuoco, a gettarsi in mezzo alla mischia. 
Christian corre per salvare il mondo, rifiutando assurdamente di far parte alla più grande battaglia che vorrebbe proprio salvare gli umani. Potrebbe non fare nulla, potrebbe alzare le spalle e non dire niente - tanto è stato ferito da quel mondo che non ci vuole avere più niente a che fare, vorrebbe solo essere normale - ma alla fine il suo animo buono prevale su tutto in ogni situazione e mette davanti a sé la vita e la serenità di qualsiasi altra persona. In un modo talmente puro e poco eroico che ti viene solo voglia di abbracciarlo. E quando finisci il romanzo, ne vuoi ancora, di lui.

2. Per le mille sfaccettature dei personaggi.
Vi piacciono i belli e tenebrosi, poco raccomandabili? Oppure quelli freddi come un cubetto di ghiaccio, ma che dentro ardono di passione? O quelli dolci e rassicuranti, i porti sicuri? O, meglio ancora, l'amico un po' pazzo che fa dell'ironia la sua arma di conquista? In Clover ce ne sono davvero tanti, di personaggi, e per tutti i gusti.
La cosa più bella è stato leggere di loro e trovarli puntualmente caratterizzati, inconfondibili, senza che mai si mescolassero o rischiassero di diventare copie l'uno dell'altro. La loro personalità è studiata, conforme al personaggio, e non si discosta mai, nemmeno nelle situazioni in cui sarebbe stato semplice accadesse. Una profondità e prospettiva psicologica che Francesca ha gestito in modo ammirevole e che è solo da elogiare per come ti fa sentire immerso in un mondo sempre più reale.

3. Perché la solitudine non è mai la soluzione.
A Christian non piace essere quello che è: umano, ma con un quarto di sangue di spirito. Non lo sopporta proprio, vorrebbe ignorare quella parte di sé che non lo rende come tutti gli altri. Perché, diciamocelo, chi potrebbe mai credere al suo potere? Prevedere i disastri del futuro non è un dettaglio che la persone comuni sono disposte a comprendere. Per questo si isola. Per questo Christian ha scelto, per tutta la vita, la solitudine. Sbagliando.
«Per tutta la vita aveva fatto voto di non cercare stampelle nel prossimo, perché significava solo fare carico dei suoi problemi a qualcun altro. Magari doveva solo tenere fede a questo patto con se stesso.»
All'interno di questo romanzo, si ribalta questa prospettiva: Christian sta meglio quando può contare su qualcun altro, tutto ciò che fa gli riesce meglio, funziona meglio. Stare con Will, Tyler e Harry gli fa accettare quello che è, gli fa smettere di sentirsi uno sbaglio. Dimostrando che isolarsi perché non si è come tutti gli altri non è mai la soluzione.

4. Per l'originalità dei Raspidi e della trama.
L'ho già detto: il punto forte di Clover è senza dubbio l'originalità. Nella grande offerta degli urban-fantasy, questo volume spicca sia per la tematica slash, sia per il mondo con cui si viene a contatto. Gli Spiriti Raspidi che incontriamo nel romanzo sono delle creature nuove e interessanti, come mai ne ho personalmente viste. Traggono energia dalle pulsazioni umane, specialmente dall'attrazione sessuale, e questo rende il romanzo interessantissimo anche dal punto di vista delle relazioni dei personaggi, lascinadoti alla fine del libro con tante - troppe - domande su cosa sia reale e cosa no. 
Non voglio ovviamente dare spoiler di sorta, quindi mi fermo qui, ma sappiate che è spiazzante e frizzante, qualcosa di nuovo e indimenticabile. E se vi interessa sapere qualcosa di più sui Raspidi, vi rimando a questa tappa del blogtour dove Francesca parla approfonditamente delle sue ispirazioni.

5. Per i deliziosi cereali!
Certe cose ti entrano dentro e non ti lasciano più. Una di queste sono i cereali: il cibo preferito di Christian. E non sto scherzando. La scena al supermercato in cui cerca quelli della sua marca preferita è esilarante e ti rimane nel cuore con un sorriso! Oltre a far venire voglia di mangiare cereali a colazione, pranzo e cena. E merenda, perché no.



Trovare i cinque motivi per leggere Clover è stato difficile. Non perché non riuscissi a trovarne cinque, ma perché cinque sono veramente pochi. Avrei potuto continuare a lungo a parlare di questo romanzo, perché è una perla rara che merita di essere conosciuta, letta, adorata. Vi assicuro che bramerete il secondo volume come poco altro avete desiderato nella vostra vita!
Ah, Harry è mio. Giusto per mettere le cose in chiaro.
Correte a comprarlo, su su! E fatemi sapere quanto anche voi lo avete amato e se avreste scelto altri motivi per leggerlo. 

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lunedì 31 ottobre 2016

5 motivi per leggere Il Giardino di Penelope!

Quest'anno la casa editrice Centauria Libri ha dato avvio a una nuova collana, Talent, di cui fanno parte sei romanzi selezionati dalla piattaforma di EFP. Sono sei libri completamente diversi tra loro, che abbracciano i generi più disparati. Come molti di voi sanno, io sono una delle autrici che farà parte di questo progetto: il thriller scritto da me e da Sofia Guevara, Contaminati, vedrà le librerie il mese prossimo.
Aspettando quindi il nostro momento, ho deciso di dedicare ogni lunedì a raccontarvi qualcosa degli altri cinque romanzi. Darò quindi i CINQUE MOTIVI PER LEGGERE per ognuno di loro, andando in ordine di uscita!

Terza tappa di Talent è stato un romanzo molto particolare: è Il Giardino di Penelope di Elena Scigliuzzo, in cui un'editor appassionata e uno scrittore scorbutico vivono a stretto contatto in una bellissima villa di Roma, per dare avvio a un romanzo nuovo e sorprendente. (Qui la scheda del libro, con trama e dettagli.)
La capacità di Elena di descrivere l'ambiente esterno e il quasi lirismo con cui si attraversano i sentimenti dei personaggi attraverso le pagine danno avvio a un romance molto interiore, in cui i libri fanno da elemento portante per riconoscere le insicurezze dei personaggi e portarci in un lento disvelamento e cedimento emotivo.
Non siete ancora convinti di volerlo leggere? Vediamo allora di riassumere in cinque punti perché questo Talent deve essere accolto tra i vostri scaffali.
Cinque motivi per leggere Il Giardino di Penelope
Grazie a Sofia Guevara che, invece di studiare, continua ad assecondarmi!

1. Per riscoprire la bellezza di Roma.
In tutto questo libro, a fare da sfondo c'è la Capitale. Roma fa da palcoscenico a molti libri, non ci sarebbe quindi da sorprendersi, ma leggere attraverso le parole di Elena di questa città fa risvegliare un amore nei suoi confronti che la maggior parte delle persone ha ormai sopito. Camminando attraverso le vie, incantandoci davanti a meravigliose opere d'arte, ammirando particolari e suggestivi panorami, l'autrice ci porta a ricreare una città piena di emozione, di sentimento, di atmosfera. Roma diventa un palco d'amore, d'arte, di storia. Quel palco che non si dovrebbe mai smettere di ammirare e che qui arriva dritto al cuore, attraverso descrizioni mirate, precise, metaforiche e indimenticabili per l'impatto emotivo che danno.

2. Perché le insicurezze crollano davanti all'amore.
La storia tra Sofia, una talentuosa editor, e Daniele, uno scrittore scorbutico, si alterna in un susseguirsi di dissincronie dovute alle loro insicurezze. Tendono a scappare da loro stessi, da ciò che dice il cuore, perché hanno paura forse di buttarsi all'interno di qualcosa che può diventare reale, così abituati a mascherarsi di fronte al mondo che incontrano ogni giorno. Ma l'intreccio delle loro vite li porta, inevitabilmente, a far crollare tutte quelle barriere e a mostrarsi finalmente per quello che loro sono: deboli, spaventati, feriti. Ma, in fondo, ancora in qualche modo innamorati della speranza.

3. Perché i libri costruiscono la vita dei personaggi.
Quante volte noi lettori diciamo che senza i libri la nostra vita non sarebbe la stessa, noi stessi non saremmo ciò che siamo diventati? Io lo dico sempre, e in questo libro i personaggi stessi non possono fare altrimenti. Le loro azioni, le loro stesse esistenze!, sono frutto delle loro letture e delle loro scritture. Attraverso tutto il romanzo noi conosciamo i personaggi per come si relazionano con i libri. Sofia vede la sua vita ruotare attorno ad essi: sono la sua forza, il suo lavoro, la sua debolezza. Le insegnano a camminare e sono la sua certezza. Attorno a lei, spesso, il mondo svanisce. Ma tra le pagine di un libro riesce a ritrovarsi. E anche noi, leggendo di lei, scaviamo attraverso il rapporto che abbiamo con i romanzi che ci hanno, in qualche modo, segnato. Portandoci a desiderare di continuare a leggere, ancora e ancora, libri su libri: quei compagni che non ci abbandonano mai.

4. Perché il vero amore è un gioco di attese
La storia è famosissima: Ulisse è in viaggio e Penelope lo attende a casa, intenta a tessere una tela, sempre fedele nonostante i molti pretendenti che arrivano ogni giorno. Ma Penelope, qui, non è a casa. Non fila, non aspetta: fugge. Penelope fugge, Ulisse fugge. E quando uno torna, l'altra è scappata - e viceversa. 
Il Giardino di Penelope insegna che quando si ama davvero non è una persona ad aspettare l'altra, ma entrambe devono essere disposti a questo gioco di attese, dove alla fine se si sarà abbastanza forti si riuscirà a ricucire la distanza che separa i due innamorati. Qui Sofia aspetta Daniele, ma è molto più Daniele ad aspettare Sofia durante tutto il romanzo. E, alla fine, quest'attesa a cui ognuno è condannato quando è innamorato ripaga tutta la frustrazione che si vive nel mentre.

5. Per Roberto e Jama!
Come si può non citarli? Tra le vicende di Daniele e Sofia ci sono questi altri due personaggi che ti fanno spuntare gli occhi a cuoricino dal primo momento in cui compaiono nella scena. E ti fanno sognare. E generano tanto tanto fangirling, lo giuro!


 Ancora non lo avete ordinato? Ancora non siete corsi in libreria? Cosa aspettate?
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lunedì 24 ottobre 2016

5 motivi per leggere Insomnia!

Quest'anno la casa editrice Centauria Libri ha dato avvio a una nuova collana, Talent, di cui fanno parte sei romanzi selezionati dalla piattaforma di EFP. Sono sei libri completamente diversi tra loro, che abbracciano i generi più disparati. Come molti di voi sanno, io sono una delle autrici che farà parte di questo progetto: il thriller scritto da me e da Sofia Guevara, Contaminati, vedrà le librerie il mese prossimo.
Aspettando quindi il nostro momento, ho deciso di dedicare ogni lunedì a raccontarvi qualcosa degli altri cinque romanzi. Darò quindi i CINQUE MOTIVI PER LEGGERE per ognuno di loro, andando in ordine di uscita!
 
Il secondo Talent del 2016 è stato Insomnia, di Ludovica Cicala: un distopico che vi lascerà senza dubbio con il fiato in sospeso durante tutte le sue 512 pagine! (Qui trovate la sinossi e la scheda del libro.)
Protagonisti di questo romanzo sono gli EVO: un nuovo stadio di evoluzione umana. Sono bellissimi, geneticamente perfetti, con capacità soprannaturali che si compensano con disturbi psichici più o meno gravi a seconda del loro potere... e uccidono.
Non siete ancora convinti di volerlo leggere? Vediamo allora insieme quali sono i cinque motivi per cui la ritengo una lettura imperdibile!
 
Cinque motivi per leggere Insomnia
 
Grazie a Sofia Guevara che, come sempre, si dimostra gentilissima ad acconsentire alle mie richieste per i banner!
 1. Perché insegna a essere diversi.
 Melissa, la protagonista, ha sempre odiato gli EVO, come qualsiasi ragazzo della sua età. Il giorno in cui, quindi, scopre di essere uno di loro, cerca di nasconderlo e rifiutarlo il più possibile, comportandosi come una ragazza normale, come la società vorrebbe che lei fosse. Ma non può esserlo.
Lungo tutto questo romanzo di formazione, la prima cosa che il lettore impara è l'importanza e la necessità di essere diversi. Di esserlo fino in fondo e di non aver paura di esserlo. La diversità di Melissa viene accettata da chi è come lei e, piano piano, anche lei stessa imparerà a non essere spaventata dalle sue capacità e che la sua diversità non è un male. Più che imparare a essere diversi, potremmo quasi dire che Insomnia insegna ad essere. Se stessi.
 
2. Perché dà importanza ai propri demoni. 
Una figura importante nella storia è quella di Byron J. King, il più potente EVO del mondo, che si affiancherà a Melissa e alla sua banda degli Over-Eight in questa singolare e avvincente storia. Non ho trovato Byron importante per la storia d'amore o per i sentimenti che suscita, ma per una semplice battuta che credo dovremmo tutti tenere nel cuore, specialmente quando si ha paura di se stessi. E non serve commentarlo, basta citarlo direttamente: 
È sempre difficile liberarsi dei propri demoni; ti sono vicini nei momenti in cui non c'è nessun altro. 

3. Perché è importante conoscere ciò che fa paura.
Gli EVO vengono rinchiusi nelle Krakenhaus, delle strutture speciali dove vengono fatti degli esperimenti su di loro e si cerca in qualche modo di controllarli: la società ne ha paura, pensa che siano pericolosi, li rifiuta e spera di potersene in qualche modo "liberare". Ecco, ciò che si capisce all'interno di questo libro è che se anziché rifiutare ciò che ci fa paura lo provassimo a conoscere, ad avvicinare, forse potremmo capire che non tutto è come sembra. Che il pericolo è ben altro, che non tutto ciò che non riusciamo a comprendere, a controllare, a eguagliare è spaventoso o merita di essere allontanato. Forse solo avvicinarci un po' di più a certe realtà potrebbe aprire dinamiche più interessanti e farci capire che la diversità è un dono e che la coesistenza può benissimo funzionare, senza per forza perseguitare o discriminare l'altro. In Insomnia gli EVO sono pericolosi perché il mondo dice che lo sono, ma conoscendoli scopriamo che la verità è ben altra.

4. Perché a volte serve il sacrificio.
Non faccio spoiler, ovviamente, ma bisogna dire che c'è una scena che strappa il cuore all'interno del romanzo. Un personaggio compie un gesto d'amore estremo, di cui tu, lettore, capisci benissimo l'importanza ma, allo stesso tempo, vorresti che non fosse necessario andassero così le cose. Ti piacerebbe poter trovare un'alternativa a quel sacrificio, ma non c'è; perciò prosegui la lettura con un nodo alla gola che ti rimane fino alle ultimissime pagine di romanzo. Si tratta secondo me della scena più intensa, più importante, più amabile dell'intera storia. Ti lascia dentro quel vuoto immenso che ti sembra nient'altro potrà placare all'interno della lettura: e poi ti chiedi se ami anche tu abbastanza, e infine capisci che il sacrificio è qualcosa di incommensurabile e che va al di là di qualsiasi spiegazione amorosa che tu potresti dare. Un gesto che vale molto più di mille parole.

5. Perché i Pellicani Rosa sono VIP!
Non sono impazzita, avete letto bene! VIP veri e propri, eh, mica scherzo! Cose che ti rimangono impresse.
Non sapete perché i Pellicani Rosa sono VIP? Beh, non vi resta che leggere il romanzo, non è l'unica cosa che vi rimarrà in mente, ve lo garantisco!
Allora? State andando a comprare la vostra copia? Correte! 

Potete seguire Ludovica su:

lunedì 17 ottobre 2016

5 motivi per leggere Lezioni di Seduzione!

Quest'anno la casa editrice Centauria Libri ha dato avvio a una nuova collana, Talent, di cui fanno parte sei romanzi selezionati dalla piattaforma di EFP. Sono sei libri completamente diversi tra loro, che abbracciano i generi più disparati. Come molti di voi sanno, io sono una delle autrici che farà parte di questo progetto: il thriller scritto da me e da Sofia Guevara, Contaminati, vedrà le librerie il mese prossimo.
Aspettando quindi il nostro momento, ho deciso di dedicare ogni lunedì a raccontarvi qualcosa degli altri cinque romanzi. Darò quindi i CINQUE MOTIVI PER LEGGERE per ognuno di loro, andando in ordine di uscita!


Ad aprire la collana c'è stato l'unico, inimitabile, sorprendente Lezioni di seduzione, di Chiara Venturelli (qui la scheda del libro, con trama e dettagli).
Lezioni di seduzione è un romance, è stato il cavallo di battaglia di Centauria, ha spopolato sul web, nelle librerie, tra le radio... ha avuto un successo meritatissimo. La nostra Chiara è riuscita infatti a portare in questo romanzo un amore travolgente e appassionante, pieno di equivoci e di topoi del romanzo rosa che non possono fare a meno di far sorridere un qualsiasi lettore. Ma la cosa più bella, che raramente si trova nei romance d'oggi, è che l'amore si genera senza drammi, ma tramite tanti sorrisi.
Non siete ancora convinti di volerlo leggere? Sono qui proprio per spiegarvi perché, invece, è una lettura imperdibile.


Cinque motivi per leggere Lezioni di Seduzione

Ringrazio Sofia Guevara per la pazienza che ha nel farmi queste immagini!



1. Perché non ha né luogotempo.
Come le grandi storie d'amore richiedono, Chiara traccia l'amore tra Liz e Jack in uno spazio e in un tempo indefinito. La mancanza di riferimenti e descrizioni può lasciare a primo acchito spaesati, ma in tal modo si arriva a delineare un sentimento che non si può né controllare né misurare. Le scene si susseguono veloci. Chi non si è mai soffermato a ricordare i momenti più importanti trascorsi con il proprio amore, uno dopo l'altro? È quello che accade in questo romanzo, e la mancanza di dettagli ti travolge lasciandoti la serenità e il sorriso che solo una storia intensa ti può dare: l'importante non è chi, non è come, non è dove, non è quando, ma è l'amore stesso. Il sentimento che avvolge ogni pagina e che ti scalda inevitabilmente il cuore: ecco il centro di tutto, su cui si focalizza l'attenzione.

2. Perché l'amore è togliere la maschera.
La storia tra Jack e Liz si svolge su un palco, tra un atto e un altro di una commedia che devono recitare, dal titolo Lezioni di seduzione. Spesso tra le pagine nasce l'equivoco di non sapere quando i due ragazzi stanno recitando, impersonando William e Catherine, e quando invece sono loro stessi. Quante volte, d'altronde, per conquistare qualcuno, non riusciamo a essere noi stessi e ci ritroviamo a recitare un ruolo che riteniamo migliore di noi? Sempre, inutile negarlo. Tentiamo di sembrare qualcuno più seducente, più attraente, più. Per questo anche tra Jack e Liz nascono gli equivoci tipici di chi in amore si atteggia come un attore: il palcoscenico è l'amore, e l'insegnamento più grande che questo libro dà è che quando si ama non si devono mettere maschere. Ma toglierle.

3. Perché Liz insegna a superare i propri limiti.
Il professore pazzo che segue il corso di teatro assegna il ruolo della protagonista, la seducente e maliziosa Catherine, a Liz, la peggiore del corso. La ragazza timida che è capitata all'interno di quel corso per sbaglio, aveva solo bisogno di crediti, e di certo non poteva aspettarsi di venire scelta nel ruolo principale - accarezzava l'idea di un personaggio secondario, imparare un paio di battute e basta. E invece le si riversa addosso l'impegno di dover superare la propria timidezza per cercare di creare quell'alchimia tanto cara al professore. Sembra davvero impossibile per lei vestire i panni del suo personaggio, ma nel romanzo noi impariamo, assieme a Liz, che possiamo farcela. Che nessuno ha deciso per noi quali sono i nostri limiti e perciò abbiamo la possibilità di metterci in gioco e fare di tutto per superarli. Liz non diventa un'attrice professionista, non le interessa farlo, ma riesce a superare quel blocco che la vorrebbe far scappare via durante le prime prove. Dimostrandoci che, con l'impegno, la perseveranza e, perché no?, con l'amore!, possiamo affrontare tutto. E che chi la dura la vince.

4. Perché Jack è disposto a tutto per un sogno.
L'altro protagonista del romanzo, invece, desidera ardentemente poter fare l'attore. Anzi: è il sogno di tutta una vita, recitare, e vede questa rappresentazione come un trampolino di lancio per poter inseguire la sua aspirazione. Non ha sostegno da parte della sua famiglia, che lo vorrebbe vedere indossare le vesti di un grande avvocato, ma ha il talento e ne è consapevole. Per questo è disposto ad andare contro a tutto e a tutti e ad accettare l'idea che, se vuole davvero recitare, deve fare tutto da solo, non può contare sull'appoggio esterno. Così si cerca un lavoro che, sebbene non sia esattamente ideale, gli permetta di vivere in un posto un po' arrangiato e di proseguire per la sua strada. Nonostante sarebbe più semplice abbandonare la via e cercare una strada meno tortuosa, Jack continua a crederci fino in fondo e non getta mai la spugna. Insegnandoci, anche lui, che chi la dura la vince.

5. Per Miguel il Cactus!
Ovviamente non si può non citare Miguel, il cactus di Rick. Non fa che una comparsa all'interno del romanzo, ma vi giuro che vi ruberà il cuore e molte risate. E che non potrete mai più guardare un cactus allo stesso modo.



Che cosa aspettate, quindi? Correte in libreria a ordinare la vostra copia di Lezioni di Seduzione, oppure ordinatela su internet! Non ve ne pentiete.

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sabato 8 ottobre 2016

Monologo.

L'8 ottobre di sette anni fa ricevevo la notizia che avrebbe portato alla stampa del mio primo libro. Iniziò tutto allora, oggi non mi sembra vero di essere qui.

La passione per la scrittura è una specie di mostro. Un virus che ti contagia inguaribilmente, quando ne sei affetto è come se nient'altro importasse più, non allo stesso modo. O almeno, questo è sempre stato per me, sin da quando ero bambina.
Avevo otto anni e volevo fare la scrittrice. Qualcuno sorrideva alle mie parole ingenue, come se fossero desideri infantili destinati a non avverarsi mai - ed erano dolci, per questo. Ma io ne ero convinta.
Quando ho compiuto quattordici anni e ho continuato a dire che volevo diventare una scrittrice, le persone hanno smesso di sorridere. I loro occhi sembravano dire, a quel punto: «Oddio, è malata!» e io in un certo senso mi sentivo proprio così. Circondata da persone che volevano fare gli avvocati, i dottori, gli ingegneri, gli architetti... ma io volevo scrivere. Io volevo le parole, al centro della mia vita.
Una passione come altre, mi ripetevo, eppure c'era sempre chi mi riportava con i piedi per terra, spronandomi a inseguire altre vie, più sicure, più redditizie, più. Non sentendomi compresa, cominciai a scrivere in gran segreto. Come se fosse un peccato, sprecare tutto quell'inchiostro blu su così tanti fogli di carta. Ma ci credevo davvero e non ero abbastanza ambientalista per smettere di sognare.
Cercarono continuamente di farmi desistere, smontando i miei progetti mattone dopo mattone, accusandomi di "perdere tempo" dietro ai libri e a tutte quelle parole, criticando i miei elaborati per farmi credere che non ne valesse la pena. E più di una volta tentai di allontanarmi dalla scrittura per essere come tutti gli altri, per essere come mi volevano. Ma alla fine soffrivo e ritornavo inevitabilmente a farmi coccolare da quel bellissimo e spaventoso mostro. 
Sempre più nascosta.
Col passare degli anni facevo leggere alcune mie storie solo a un'amica; il resto lo tenevo per me. Qualcosa pubblicavo online, dove avevo scoperto un mondo in cui non ero da biasimare per il mio sogno, e qualcuno addirittura credeva ciecamente in me e nel mio talento. E ora grazie a questo mio nascondermi sul web sto realizzando nuovamente qualcosa di importante.
Solo per sognare era un traguardo immenso: ero poco più che bambina e il mio nome in copertina era l'emozione più grande che avessi mai provato. Non fui sostenuta molto, ma era l'inizio. Poi Fragmenta cordis, pubblicazione vinta quasi per caso, e infine l'anno scorso Destiny, un progetto in cui avevo riversato anni di fantasie e studi filosofici, che è stato accolto con grande entusiasmo.
Ora sta per arrivare il turno di Contaminati. Qualcosa di diverso. Un genere su cui volevo cimentarmi da sempre, ma non credevo di esserne capace. Sofia, la mia co-autrice, fu entusiasta di collaborare con me; ci completavamo a vicenda, ci compensavamo. Scritto quasi per scherzo, uscì qualcosa di unico, ed ero molto fiera del lavoro fatto. Sognavo di vederlo in libreria da anni. E sta per capitare per davvero.
Per la prima volta potrò vedere un mio romanzo in libreria. Un volume con il mio nome tra gli scaffali. Il lavoro di una vita, tra poco più di un mese, sarà lì a guardarmi, ad aspettarmi.
Ho sacrificato tanto per la scrittura, da sempre. Sicuramente almeno due relazioni, qualche amicizia, studio, tempo, affetto, sonno. Ho bruciato tutto ciò che ritenevo fosse sacrificabile, perché ero felice, scrivendo. L'ho fatto volentieri, anche se spesso mi chiedevo se ne valesse realmente la pena. Era davvero necessario preferire la scrittura alle amiche, al ragazzo, alla famiglia, al tempo libero? Era davvero necessario togliere il sonno, lo studio, gli svaghi?
La risposta è sempre stata sì. Nonostante tutte le sofferenze, i tentennamenti, la paura, la rabbia, la disillusione, è sempre . Non mi sento viva in nessun altro modo. Non mi importa il riconoscimento, né la vita al di fuori: il centro della mia vita sono ancora le parole. Tracciate con l'immancabile inchiostro blu.
Credo ancora di poter rinunciare a qualsiasi cosa, se posso scrivere.
Sono quattordici anni che inseguo questo sogno e me lo voglio tenere stretto. Ci ho messo un po' a capirlo, ma finalmente so che nessuno che non sia io può fermarmi.
E io non ho intenzione di farlo: io voglio essere felice.

lunedì 7 dicembre 2015

DESTINY: il CARTACEO!

Ed eccoci qui!
Con un po' di ritardo rispetto a quanto programmato, sono lieta di annunciare che è ufficialmente disponibile anche in formato cartaceo il primo volume della Destiny Saga, pubblicato per la casa editrice Goldenstein!
Ecco il link dove potete ordinare il libro: Destiny.
Non riesco nemmeno a dirvi quanto significa per me questo momento, poiché ho creduto veramente tanto in questo progetto, investendovi molto. Potervi regalare uno sprazzo di questo mio piccolo mondo, potervi anche dare le chiavi per accedervi, beh, è indescrivibile per me. Posso solo essere felice e ringraziare ancora una volta la mia pazientissima editor, Elena, che ha creduto nel mondo di Lysen ed è stata disposta a passeggiarvi mano nella mano con le mie parole.
Posso solo sperare che lo vogliate fare anche voi, venendo a incontrare Eleanor e Alexander per le vie di quest'isola in cui il Destino regna sovrano, conoscendo le regole che lo governano e, perché no?, cercando anche voi di dare risposta al grande quesito:

Se qualcuno mi dicesse di amare, amerei? Se qualcuno mi dicesse di odiare, odierei?



Ne approfitto anche per condividere una meravigliosa recensione del libro, a opera del blog Un libro sogna, e un'intervista che mi è stata fatta sempre dalla gentilissima autrice del blog.

Grazie a tutti, specialmente a coloro che decideranno di leggermi.

P.S.: Ricordo che oltre al cartaceo, è disponibile già da qualche mese l'ebook, che potete trovare qui.